RiGenerAzioni

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RiGenerAzioni è il progetto della Fondazione Tones on the Stones dedicato all’educazione ambientale e allo sviluppo della creatività, attraverso il quale promuove i valori dell’economia circolare e contenuti di educazione civica, per gli studenti di ogni età, portando visioni coraggiose per la costruzione di un futuro migliore.
Le prime edizioni hanno accolto oltre 1500 studenti, con la partecipazione di oltre 15 scuole e più di 40 classi, proponendo diverse attività:
- Workshop per scoprire la biodiversità locale
- Attività creative attraverso la pratica del riuso
- Laboratorio Teatrale per far raccontare ai giovani della generazione Z i propri progetti e speranze nel tempo della pandemia, della guerra, del caro energia, dell’emergenza climatica.
- Workshop sull’economia circolare e sui valori dell’Agenda 2030
- Pratiche outdoor per il benessere psicofisico in collaborazione con Ossola Outsoor School
- Ridisegnamoci: Laboratorio di Street Art per il recupero di residui industriali presenti a Tones Teatro Natura con l’artista Ema Jones
- Cronache dal mondo-foresta con Mauro Garofalo
- Dibattiti su disagi giovanili con Loredana Cirillo
Edizione 2025
Nel 2025, Tones Teatro Natura amplia la sua proposta con una serie di attività educative, artistiche e culturali rivolte agli studenti di ogni ordine e grado, consolidando il suo ruolo di spazio creativo e formativo immerso nella natura.
Da quest’anno la proposta si arricchisce con spettacoli di teatro inclusivo grazie alla collaborazione con lo Spazio Sant’Anna.
TONES TEATRO NATURA LABORATORI
Dedicati alle scuole primarie, con attività pensate per stimolare creatività, consapevolezza ambientale e spirito di collaborazione.
Pietre Trovanti: Dopo il successo degli anni passati, questo laboratorio torna con una proposta rinnovata. Attraverso l’uso di pietre di scarto, gli studenti saranno guidati in un’attività creativa che li porterà a costruire una drammaturgia originale. Ciò che è considerato marginale diventerà protagonista, in un processo educativo fondamentale per il nostro tempo.
RidiAmoNatura: Un laboratorio dedicato alla cura degli spazi verdi, con la realizzazione di orti aromatici presso Tones Teatro Natura. Gli studenti impareranno a piantumare piante selvatiche autoctone e a conoscere le tecniche più adatte alla loro crescita, in un’attività che unisce apprendimento e gioco.
FUTURE BUZZ – UN’OPERA STUDENTESCA COLLETTIVA
Future Buzz è la prima Opera Collettiva realizzata dagli studenti delle secondarie di secondo grado attraverso il quale i ragazzi potranno esprimere la propria visione di futuro. Quali aspettative, ansie e ambizioni hanno rispetto al lavoro, il clima e i grandi temi dell’attualità: guerre, migrazioni, violenza di genere…
Un racconto che i giovani esprimono al mondo degli adulti e alle istituzioni. In questi mesi, Tones on the Stones, ha invitato gli studenti a raccogliere contenuti di varia forma, testi, canzoni, poesie, momenti performativi e scenografici per dar vita ad un’opera collettiva che possa esprime il proprio sentire e le emozioni di ognuno rispetto alle sfide epocali che li attendono.
Per questa prima edizione, andata in scena il 10 maggio 2025, Tones on the Stones ha commissionato anche una colonna sonora eseguita dalla GMO orchestra con brani scritti e arrangiati da Lorenzo Erra e Filippo Ferruggiara.
LA PRIMA STAGIONE TEATRALE DEDICATA AGLI STUDENTI DEL VCO
5 Spettacoli in calendario dalla primavera 2025 e fino all’anno scolastico 2026-2027
PRODUZIONI CON LA REGIA CON GABRIELE VACIS E LA COMPAGNIA P(o)EM
La velocità della trasformazione tecnologica, che si impone come una vera e propria “mutazione di specie”, fa dunque i conti con un nòcciolo duro e oscuro di energia psichica e, al contempo, con il racconto della guerra (delle guerre), mediato proprio dai dispositivi elettronici che, mentre lo centuplicano, lo combinano tanto inestricabilmente ai contenuti di intrattenimento da atrofizzarlo. Il dolore dei giovani – al cospetto di una distorsione che, in termini generazionali, è loro “congenita” – si manifesta in forme faticose da interpretare per chi proviene da un passato in cui i computer erano oggetti ingombranti e rarissimi e nessuno accennava (per dirne una) alla sopravvivenza del pianeta come a un’emergenza. Gabriele Vacis ha posto la propria esperienza pedagogica e la propria militanza nel teatro di narrazione al servizio di questo dolore “alieno”.
“Il nostro presente è immerso nell’intrattenimento, siamo tutti, io per primo, abituati a Netflix. Ma è proprio per questo che, quando proponi qualcosa di davvero altro dall’intrattenimento, quindi di non concorrenziale, succede qualcosa. Questa mattina una ragazzina ha chiesto, a proposito della “misoginia” di Eschilo, se lui credesse davvero che le donne fossero una razza inferiore. Un compagno le ha risposto di no, che Eschilo voleva mostrare quanto si possa essere sciocchi nel proprio disprezzo, e che ci insegna ancora, a distanza di secoli, a fare attenzione, a non essere uno di quegli sciocchi. Poi è intervenuto un altro ragazzo di tredici anni e ha domandato: «Se mi innamoro di una ragazza, cosa devo fare per essere rispettoso, per non calpestare mai i suoi diritti?». Questi giovani e giovanissimi che vengono descritti come spensierati e asserviti ai dispositivi che portano in tasca, incapaci di esprimere profondità, io non li ho mai incontrati. Ho incontrato ragazzi e ragazze che hanno dei bisogni e delle inquietudini che non sanno come esprimere, e temono di essere gli unici ad averle: non sono ignoranti, sono soli. Quello che si sta creando a teatro in è una forma di dialogo molto diretto.” Gabriele Vacis
GABRIELE VACIS
regista ed autore. Ha fondato e diretto il Laboratorio Teatro Settimo. I suoi spettacoli sono rappresentati in Italia e nel mondo. Ha promosso e diretto festival quali “Torino Spiritualità”. E’ stato regista stabile del Teatro Stabile di Torino, direttore del Teatro Regionale Alessandrino e de “I Teatri” di Reggio Emilia. Ha diretto i corsi attori e regia della scuola “Paolo Grassi” di Milano. Ha pubblicato, con Marco Paolini, “Il racconto del Vajont”, da cui la trasmissione premiata con tre Oscar della televisione. Il suo film “Uno scampolo di paradiso” ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Annecy. Ha fondato l’Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona.
POTENZIALI EVOCATI MULTIMEDIALI – P(o)EM
è una impresa sociale nata a dicembre 2021 dalla sinergia fra i neodiplomati della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, Roberto Tarasco e Gabriele Vacis. PoEM si occupa di Arte, Pedagogia e Cura. Tramite laboratori, seminari e performance, PoEM diffonde la formazione teatrale, favorisce l’inclusione sociale, e promuove il teatro oltre lo spettacolo, nella convinzione che le pratiche teatrali non siano soltanto un esercizio finalizzato alla restituzione scenica; possono anzi favorire l’interazione fra individui, poiché si fondano sulla consapevolezza di sé, degli altri, del tempo e dello spazio. Al cuore di questa tesi vi è la convinzione provata che il teatro sia un’arte che produce la relazione viva tra gli umani, grazie alla prerogativa che gli è propria, richiedere la com-presenza fra individui. PoEM propone perciò un teatro aperto, la cui estetica è ritenuta fondativa di una esperienza teatrale che stabilisca l’interazione e la relazione. La compagnia è la più giovane in Italia con una media sotto i 25 anni
I TITOLI IN PROGRAMMA
QUEER
Con la regia di Gabriele Vacis e la Compagnia teatrale PoEM, Queer affronta il tema dell’identità e della memoria attraverso un racconto sincero e profondo. Lo spettacolo si interroga sul significato della parola Queer, sul suo passato, presente e futuro, attraverso un racconto che diventa atto politico e di memoria. La generazione Z, con il suo sguardo libero e rivoluzionario, è la protagonista di questa riflessione culturale su identità e inclusione.
PROMETEO
Nel tempo Prometeo è stato simbolo della ribellione. E’ un personaggio che i giovani amano perché, come loro, non riesce a contenere i suoi sentimenti e la sua forza dei recinti stabiliti dalle convenzioni, quindi la sfida all’autorità costituita è la sua condizione vitale. Poi Prometeo è anche l’archetipo della conoscenza tecnologica e scientifica liberata dalle catene della superstizione e dell’ignoranza. Come sempre nei classici è facile ritrovare situazioni e problemi di oggi. Si dice che i classici sono attuali. Ma più che altro sono contemporanei. Spesso usiamo attualità e contemporaneità come sinonimi, ma attualità è stare in un solo tempo: adesso. Contemporaneità è riuscire a comprendere tutti i tempi.
ANTIGONE E I SUOI FRATELLI
Lo spettacolo alterna brani di Euripide e di Sofocle a interventi pensati e scritti dagli attori e dalle attrici. Le questioni che pongono sono enormi. Si interrogano sul senso delle cose, sul futuro come promessa o come minaccia, e su come occupare il tempo che hanno a disposizione. Antigone è, tra le figure della tragedia classica, quella che forse più di altre riesce ancora a parlare con forza alla nostra contemporaneità, ed è da sempre l’emblema di una gioventù consapevole, assertiva e capace di opporsi al potere precostituito e ai compromessi.
SETTE A TEBE
La relazione tra l’uomo e la guerra, sul “terribile amore” dell’essere umano per questa attività rappresentano la base su cui viene costruita l’azione scenica dei Sette a Tebe, una guerra che viene vissuta e percepita in modo completamente diverso a seconda dei ruoli: quasi un gioco per i maschi, un evento dilaniante e drammatico per le donne. L’importanza del lavoro con i giovani per il significato del classico e del mito, con le sue ricadute nel contemporaneo, è sempre stata fondamentale per Vacis perché il sentimento del tragico per loro non corrisponde con la fine di sé, ma con la fine del pianeta.
RISVEGLIO DI PRIMAVERA
E’ un’enciclopedia della crescita. È con questo testo che è nata l’adolescenza: prima le età erano tre, prima bambini poi adulti e vecchi. Wedekind ha interrotto un modo comune di pensare, e di vivere anche, e non si è risparmiato: ha spaccato una pietra durissima e ci ha mostrato colori, milioni di sfumature possibile, e fantasmi anche. Nel Risveglio di primavera ci sono Moritz, Melchior, Wendla, Hänschen, Ilse, Martha, appena quattordici anni a testa, insieme a loro, c’è una generazione che non sa di essere persa. Gli adulti sono muti, non hanno le parole per reggere il cambiamento che sta arrivando, e quando parlano non sanno cosa dire, e fanno guai. I ragazzi sentono il loro corpo cambiare, il risveglio del titolo anima i loro sogni e le loro paure, non ci sono maestri che possano insegnargli come si fa a sopravvivere. E così il sesso, lo stupro, l’aborto, l’omosessualità e il suicidio vanno a braccetto con i compiti di matematica, i nastri rosa da passare nelle camicie, È una tragedia di ragazzi e in questa tragedia si riflettono tutti gli spettri di un Novecento che stava arrivando. Fino al nostro nuovo millennio che protrae all’infinito le adolescenze.

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