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01 — 02 Ago.

Mountain Sound Festival

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    Questo festival rivela l’anima più underground e ribelle di Tones Teatro Natura con la sua line-up che spazia tra psychedelia, kraut-rock, shoegaze, post-punk e sperimentazioni elettroniche. L’edizione 2026 propone una due giorni con band italiane ed europee che cavalcano i generi meno mainstream del rock.

    Sul palco salgono Giöbia, Petrolio, Sabbia e Bienoise, insieme alle tre band di Fuzz Club, la label londinese di riferimento per queste sonorità: Splitterzelle, The Underground Youth e Throw Down Bones.

    Sabato 1

    Dalle ore 18.00 Tones Teatro Natura


    SABBIA

    Nascono a Biella nel 2015 dalla volontà del chitarrista Gabriele Serafini di mettere in piedi un progetto di musica strumentale che seguisse le orme delle Desert Session capitanate da Josh Homme dei QOTSA, sia per il sound che per l’attitudine, legata alla realizzazione di brani provenienti esclusivamente da lunghe jam session dalle quali ricavare poi le parti da utilizzare nella registrazione dei brani, tutto in presa diretta. Si dedicano principalmente ai generi psychedelic rock, psych/stoner strumentale con influenze desert rock, krautrock e anche jazz psichedelico grazie al sax. Loro stessi si definiscono spesso una band “psycho stoner strumentale”.

    La band è composta da Gabriele Serafini, dal basso di Alessandro Finotello, Andrea Bertoli, già voce e tastiere dei Lemura che arricchisce il progetto con le sue tastiere, Marco De Grandi alla batteria e il sassofonista Giacomo Petrocchi.


    GIÖBIA

    Nel mistico giorno in cui il rock degli anni ’60 incontrò il rock neo-psichedelico, fondendosi fino a perdere coscienza della propria essenza, nacque l’acid rock dei Giöbia: una travolgente colonna sonora dal gusto italiano inconfondibile. In un vortice senza via d’uscita, le melodie uniche di questo quartetto conducono l’ascoltatore in un mondo dove i confini della realtà non sono più definiti e tutto può accadere.

    Nel 2025 i Giöbia pubblicano un nuovo album inedito: X-ÆON, per Heavy Psych Sounds, che rappresenta l’ultimo capitolo della loro evoluzione e consolida la loro posizione nella scena europea del rock psichedelico.


    SPLITTERZELLE

    Allontanandosi dalle ipnotiche jam space-rock basate su loop dei loro lavori precedenti, il duo portoghese/tedesco Splitterzelle vede Pedro Pestana e Sidney Jaffe adottare un approccio molto più prodotto, guidato principalmente da Drum Machine e sintetizzatori. Dopo la collaborazione tra i rispettivi progetti solisti nell’LP e dopo alcuni tour tra Portogallo e Germania, Sidney e Pedro si sono presto resi conto che stava prendendo forma una nuova band, ufficializzando la loro collaborazione nel 2023 con la nascita degli Splitterzelle. Partiti inizialmente come duo chitarra e batteria, il tempo trascorso insieme — e forse anche la condizione geografica di vivere in paesi differenti — ha concesso loro la libertà di esplorare approcci creativi radicalmente diversi tra l’album live del 2024 The Drumhard Sessions Vol. 1 e la travolgente elettronica del nuovo LP Splitterzelle uscito il 17 gennaio 2025 per Fuzz Club.


    UNDERGROUND YOUTH

    Il gruppo è stato fondato nel 2008 come progetto creativo di Craig Dyer. La band ha pubblicato 12 album e 4 EP, sviluppando nel corso degli anni un sound unico, che spazia da una psichedelia lo-fi cinematografica a una forma di post-punk ruvida e rumorosa, seppur romanticamente malinconica. Avvolti da un’estetica oscura e dall’immaginario legato a diversi movimenti del cinema d’arte, i The Underground Youth hanno costruito un seguito globale devoto e una fan base di culto, alimentati costantemente dalla loro intensa attività live in Europa, Asia e Nord America. Sotto contratto con l’etichetta indipendente Fuzz Club dal 2012, i The Underground Youth sono attualmente composti da Craig Dyer (voce/chitarra), Olya Dyer (batteria), Leonard Kaage (chitarra) e Samira Zahidi (basso). La band si è trasferita da Manchester a Berlino nel 2016. Nell’aprile del 2025 la band ha pubblicato il loro nuovo album Décollage.


    THROW DOWN BONES

    Throw Down Bones è una band sperimentale post-industriale originaria di Domodossola e basata a tra Milano e Londra, nota per una miscela esplosiva e di grande impatto di krautrock, EBM e noise rock. Il loro sound è caratterizzato da incessanti linee di basso motorik e da sonorità elettroniche abrasive e distorte. I Throw Down Bones sono stati fondati nel 2015 dal chitarrista/tastierista Francesco Vanni e dal bassista/percussionista Davide Galli, guadagnando una reputazione nella scena psych underground europea per i loro ipnotici set dal vivo. Una caratteristica fondamentale della loro musica era la costruzione artigianale di molti dei loro sintetizzatori analogici e pedali per effetti, che conferiva al loro album di debutto omonimo un’impronta sonora grezza e distintiva. Nel 2019, il membro fondatore Davide “Dave Cocks” Galli è tragicamente scomparso in un incidente motociclistico. Volendo continuare la band in onore di Cocks, Vanni si è trasferito ai New River Studios di Londra nel 2020 e con i nuovi membri Marion Andrau (basso) e Raphael Mura (batteria), hanno registrato delle sessioni di improvvisazione che sono poi confluite nel loro acclamato album in studio del 2023, Three. Nel 2025 è uscito l’album Live At Fuzz Club Festival ’24, registrato direttamente dal mixer del fonico Bob de Wit durante la loro esibizione al festival Fuzz Club di Eindhoven. L’album è uscito per la sotto-etichetta Rubber Duck Recordings (legata alla Fuzz Club Records) in un’edizione speciale in vinile trasparente da 180 grammi, limitata a sole 250 copie numerate a mano.

    Domenica 2

    Dalle ore 11.00 Area Camping


    PETROLIO

    Con oltre 140 performance dal vivo in Italia e in Europa, Petrolio è un progetto solista di Enrico Cerrato, artista versatile capace di muoversi con disinvoltura tra musica sperimentale, industrial, metal e noise, colonne sonore e composizioni per il teatro. Negli ultimi anni, l’artista ha pubblicato numerosi singoli, EP e album, suonando in tutta Europa e condividendo il palco con artisti dal calibro di Coil, Lustmord, Karin Park, Jesus, Fennesz, Of The Wand & The Moon, Winterkälte, Uochi Toki, Bologna Violenta, Mai Mai Mai e Pan(a). Ha inoltre collaborato in festival internazionali come Elektronisches (DE), Solo Macello (IT), Re:Flextions (D), Audiorama Fest (CZ), Krakatoa (IT), Sage Festival (SI), Nancy Blast Frustration (F), S/Tones (I), Dunk!Fest (B), Hrady SZH, Sigha Sonic Festival (RO), S/… (S) e molti altri.


    BIENOISE

    Alberto Ricca è Bienoise. Compone computer music. Il suo Most Beautiful Design, un minialbum di composizioni in mp3 a bassa qualità, è stato pubblicato su floppy disk nel 2018 dalla rinata etichetta di culto Mille Plateaux, che a giugno 2022 pubblica anche il suo nuovo album, This Meaning Today. E’ autore, con la danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone, dello spettacolo di danza contemporanea TO BE BANNED FROM ROME (2017), il cui Main Theme è stato inno e prima uscita dell’etichetta curatoriale di C2C Festival. Dal 2018, collabora strettamente con il collettivo di ricerca sul movimento Parini Secondo, con le quali scrive, tra gli altri, SPEEED (2020) e HIT (2024). Lavora anche con Jacopo Jenna su DANSE MACABRE! (2023), HERE AND NOW (2023) e MANIFESTUS (2025).

    Incuriosito dai limiti tecnici e speculativi degli strumenti di intelligenza artificiale, ha pubblicato per NERO e NON “L’arte dell’Algoritmo: La Morte \ Apathetic Algorithms, Artificial Artisans”, una prospettiva filosofica sulla noia causata dai prodotti algoritmici, seguito da “The Mbira The Hammer Betrayal” per Ultrablack of Music II, curato da Achim Szepanski; per Seismograf, realizza l’audio paper “Whose voice is your voice”, uno studio dei bias degli algoritmi di compressione audio di WhatsApp e Google Meet. Nel 2014 è l’italiano invitato a Tokyo dalla Red Bull Music Academy. Dal 2019, Radio Raheem Milano ospita la sua selezione mensile di composizioni involontarie nel programma NON MUSICA. E’ fondatore, con Davide Merlino, dell’etichetta di improvvisazione radicale verbanese Floating Forest. E’ un insegnante. Non è un dj.

     

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